Cosa fa un ghostwriter?
Questa domanda mi viene rivolta spesso, e non ho la pretesa di dare una risposta universale.
Posso però raccontarti come io descriverei la mia attività di ghostwriter.

Come ghostwriter, creo ponti tra il visibile e l’invisibile, o almeno percorro quello strano binario.
Posso muovermi dal romanzo urban fantasy alla saggistica antropologica, fino all’horror con elementi metafisici e occulti. La mia penna inquieta non teme le storie più inquiete, quelle di cui parleresti solo di notte.
Amo anzi definire la mia penna come una penna inquieta per anime inquiete, perché sono proprio queste le storie con le quali mi sento davvero a casa.
Da sempre mi muovo ai margini delle convenzioni, affascinata da ciò che è oscuro, nascosto, scomodo. La letteratura horror e metafisica, l’esoterismo, le ombre della psiche umana, sono elementi che hanno mi hanno accompagnata e nutrita, mondi che mi hanno sempre chiamata.

“La sventurata rispose”.
In effetti, il mio aspetto e i miei interessi hanno spesso rappresentato una barriera nel mondo del lavoro tradizionale, in cui essere troppo alternativa, per estetica o interessi, significava in molti casi essere fuori luogo. 
Ciò non significa che il mio lavoro non fosse apprezzato. Anzi, ho avuto delle ottime occasioni.
Solo che allo stesso tempo ho vissuto sulla mia pelle il peso dell’essere sottovalutati per la propria estetica e provenienza culturale, quel peso che magari ti porta ad avere uno stipendio sicuro e dignitoso, ma anche a sentirti chiedere di non dire dove lavori, a sentirti chiedere di essere un’ombra.

A un certo punto, ho smesso di chiedere spazio. Me lo sono preso. E nel farlo ho scelto proprio di diventare un’ombra ma, questa volta, in modo da averne in cambio almeno la libertà.

Oggi sono una ghostwriter professionista, e amo dare voce a chi, come me, sa che le storie più potenti nascono dall’ombra.
Il mio processo parte dall’ascolto profondo, per comprendere non solo la trama, ma la visione completa dell’autore: così la storia resta davvero sua, e io sono solo la mano che lo ha aiutato a farla emergere attraverso le parole.


Leave a comment